Quello che non sai sul caffè

Come iniziare la nostra giornata senza una tazzina di caffè? Sicuramente è una routine a cui molti di noi non riuscirebbero mai a rinunciare.Fino a pochi giorni fa ogni giorno un italiano si alzava al mattino e sapeva di avere alcune certezze: che Pasqua è sempre di Domenica, che la mamma è sempre la mamma, e che il miglior caffè del mondo si fa a Napoli.
Ogni giorno, in tutto il mondo, se ne consumano quasi 1,6 miliardi di tazze: se si esclude l’acqua, è la bevanda in assoluto più diffusa. Ecco alcune cose che probabilmente non sapevi sul caffè.
Sappiamo che il caffè ci piace tanto, al punto da essere per molti italiani una bevanda assolutamente irrinunciabile. Sappiamo quali sono gli effetti della caffeina sul nostro organismo, abbiamo imparato come conservarlo in casa e come riconoscerne uno veramente buono. Nemmeno la storia della bevanda energizzante è un mistero, al contrario sappiamo che è nato in Etiopia e che si è diffuso in Europa solamente a partire dal 1660 in Inghilterra prima e nell’impero asburgico poi, e da lì in tutto il continente.

Vediamo di scoprire qualche curiosità su questa bevanda ambrata:
Molte volte beviamo caffè diverso a seconda del bar in cui entriamo, e questo dipende soprattutto dalla miscela. Esistono due specie di caffè: la robusta che è molto più forte e contiene più caffeina dell’altra, l’arabica. L’altro elemento è la tostatura del caffè, ossia l’arrostimento che influisce non poco sulla potenza del caffè; ma non preoccupatevi, distinguere le due specie di caffè o capire il livello di tostatura, è un argomento che lasciamo ai professionisti.
Qual è il colore del caffè?
No, non è quello che conosciamo, ovvero il marrone scuro… Le bacche di caffè sono rosse mentre i chicchi verdi! Proprio così, il colore scuro si ottiene solo dopo la tostatura del caffè.
A proposito poi di bere il caffè meglio in tazza o in vetro?
Il caffè nella tazzina può essere considerato un simbolo del classico espresso, quello che si beve al bar e che tutto il mondo invidia all’Italia. Eppure c’è chi rinuncia alla tradizionale tazzina in favore del bicchierino di vetro, una nuova moda che si sta facendo largo nel nostro Paese introdotta dalle parole “Caffè al vetro, grazie”. Sono sempre di più le persone che chiedono il caffè nel bicchierino invece che nella tazzina.
Quanto cambia, nella sostanza? La forma dei due contenitori non è poi molto diversa: il bicchierino è conico e può essere dotato di un piccolo manico per facilitare la presa. La grande differenza rispetto alla tazzina sta nel corpo centrale, che è trasparente; questo aspetto consente, in un certo senso, di iniziare a “gustare” prima il caffè, già a livello estetico, osservando il suo colore scuro e la consistenza densa con la schiuma lievemente più chiara, tendente al nocciola, che si forma sulla superficie. Un vero piacere per gli occhi degli amanti del caffè.
La tazzina classica non permette di apprezzare il caffè a livello visivo in maniera così approfondita e completa. Attraverso la densità, il colore e la consistenza della schiuma visibili tramite il vetro, è anche possibile avere un’idea della qualità del caffè, ecco perché molti esperti potrebbero preferire il bicchierino alla tradizionale tazzina. La schiuma che persiste con una certa densità indica che la qualità del caffè è elevata. Tuttavia quelli che si considerano “puristi” non ammettono eccezioni, per quanto possano essere stimolanti e suscitare un certo interesse: il caffè si beve nella tazzina in ceramica o in porcellana, è così da sempre e così sempre sarà.
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