Il Kebab ecco come alcuni lo fanno

L’Italia, e non solo, negli ultimi anni si è “innamorata” di un panino turco molto particolare composto da carne, verdure e salse. Parliamo del “Kebab“, in arabo “carne arrostita”. Un piatto di origine turca diventato famoso in tutto il mondo grazie all’emigrazione delle popolazioni del medio oriente.
Quali sono gli ingredienti del kebab? Innanzitutto, l’ingrediente immancabile di questo piatto turco è la carne, ma non quella di maiale. Infatti, nella religione islamica, diffusa in Turchia, è espressamente vietato consumare carne di maiale. Nella preparazione del kebab viene utilizzata dunque carne di manzo, di pollo, oppure di agnello.

Mahmut Aygun, emigrato in Germania dalla Turchia negli anni Settanta è stato uno dei primi fautori della diffusione di questo alimento nel nostro continente. Pare che, originariamente, nei paesi arabi dove è nato, il kebab fosse un piatto artigianale e rustico di carne, anche abbastanza fresco e nutriente, servito con verdure e salse speziate. Il Doner Kebab (ovvero la versione “da passeggio”, diffusa dalla Germania in tutta Europa, ndr), invece, non ha niente di nutriente, né di buono, purtroppo.

Quel sapore anche “non male” e a volte appetitoso, che chiunque abbia mangiato un kebab conosce, non è nient’altro il risultato della lavorazione della carne con quantità spropositate di grasso animale e spezie: questo è quello che inganna il palato.
Chi è abituato a mangiare hamburger da McDonald od altre schifezze del genere, sa bene che il panino sembra buono: questo è solo un sapore indotto dal grasso utilizzato nel processo di lavorazione della carne.
Su Facebook in queste ore è diffuso un articolo qui ripreso da Agoravox nel quale si dice che la carne del kebab in realtà sarebbe il frutto del miscuglio di intestino, polmoni, lingua, occhi, scarti di macelleria, ossa, sale e grasso animale. Non, no è la ricetta della zuppa di una strega ma gli ingredienti della “carne” di un Doner Kebab. Per rafforzare tale tesi viene proposto il link ad uno studio condotto in Inghilterra da un’equipe di scienziati e nutrizionisti ma nel riassunto si spiega che più del 50 per cento della carne analizzata è diversa da pollo e vitello, con la carne che è in realtà un miscuglio di prodotti diversi. Nel 9 per cento dei casi poi non è possibile definire con chiarezza la natura della carne. Il Kebab poi conterrebbe tra il 98 per cento ed il 277 di sale accettabile mentre ogni panino conterrebbe tra le 1000 e le 1990 calorie
Un kebab fatto bene è composto da tagli nobili di diversi tipi di carne (agnello, montone, bovino, pollo, tacchino). Poi però c’è anche il kebab di bassa qualità che viene venduto con carne “riciclata” tra cui scarti animali che vengono raccolti e poi tritati.

Ma ad allarmare i consumatori di solito non deve essere il tipo di carne, ma le condizioni igieniche del locale dove viene servita. Di solito sono punti vendita piccoli, di ridotte dimensioni che contengono bassi livelli di pulizia. Il costo basso è poi spesso indicatore di un kebaba fatto con scarti di carne. Infatti testimonia probabilmente la presenza di tagli di bassa qualità macinati. Che ovviamente sul mercato hanno un costo ridotto.

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