Il disastro di chernobyl 32 anni fa

Sono passati esattamente 32 anni dal disastro di Chernobyl, ossia da quello che è considerato il disastro nucleare più grave della storia.

Nella mattinata del 26 aprile 1986 , durante un test definito di sicurezza il reattore numero 4 della centrale nucleare nella città ucraina di Chernobyl, precisamente a Prypiat, esplode. Si tratta del più grave incidente nucleare della storia.Un avvenimento che la maggior parte di coloro che sono vissuti in quegli anni ricordano alla perfezione, anche perché in Europa si diffuse un allarmismo generale. La nube radioattiva fuoriuscita dal reattore della centrale, arrivò infatti a contaminare praticamente tutto il Vecchio Continente, giungendo anche in Italia. Fu un errore umano a provocare l’incidente, dovuto anche alle pressioni del vecchio sistema comunista. Ci fu un atteggiamento politico teso a mettere a tacere il disastro, più che a risolverne le conseguenze. Basti pensare che l’allora segretario del Partito comunista sovietico, Gorbaciov, solo il 14 maggio ammise pubblicamente il caso “Chernobyl.
[pullquote-left]Oggi a 32 anni di distanza gli effetti del disastro si fanno ancora sentire.
800.000 uomini hanno rischiato la vita esponendosi alle radiazioni per contenere la situazione.
25.000 di questi sono morti e 70.000 sono rimasti disabili.[/pullquote-left]
Chernobyl oggi è abitata. Si stima che attualmente ci vivano circa 500 persone, dall’età media molto alta: i giovani hanno preferito cambiare città e costruirsi un futuro altrove. Gli abitanti vivono in zone specifiche e non posso accedere alle aree ad alto rischio.
Anche dall’esterno si può accedere a Chernobyl, sempre evitando le aree maggiormente incontaminate: anzi, vista la grande attrazione che questa città rappresenta, è sorto anche un hotel: si tratta del Pripyat Hotel, l’unico nel raggio di 30 km e punto di riferimento per turisti e tour operator.

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